Questa pagina dedicata all'estro poetico del mio caro "vecchio" padre.
Foglie morte
(Stefano Pelissetto)

Poveri versi miei
siete come le foglie !
Il vento le raccoglie
a terra sparse e senza vita.

Dal cuore che trabocca
voi sgorgate
come l'acqua sorgiva
per lenir la mia sete infinita
di bellezza e di luce.

Poveri versi miei !
Nascete appena,
gi vi coglie l'oblio.

Voi non sorregge ad un sublime volo
l'ala immortale del genio,
soltanto il vento vi solleva un poco
ma poi v'aduna turbinando al suolo.
Spleen - 13/12/1943
(Stefano Pelissetto)

Ripenso a volte
ai miei verd'anni tristi
di guerra, di paura
e fame, tanta fame
e sangue fratricida.

Ero ragazzo e diventai soldato
ed uomo innanzi tempo
acerbo maturai.

Fui dell'ultima classe
che vest il grigio-verde
e part per l'ignoto
senza una fede,
senza speranza alcuna
e dentro il cuore
presagi di morte.
L'agguato - 27/8/1944
(Stefano Pelissetto)

... Oh si, ricordo !
C'ero anch'io tra di voi
soldato a diciott'anni
a far la guerra, cos,
come per gioco.

La lunga fila
risaliva lenta
il sentiero montano.

Col  peso degli zaini
la fatica mozzava il fiato
e spezzava le reni
sotto l'afa d'agosto.

Poi nel bosco l'agguato,
repentino, feroce.

Dall'alto le mitraglie,
con fuoco incrociato
scandivano rosari di morte
e tra i castagni
e i larici svettanti
echi sinistri, gemiti strazianti,
bestemmie orrende,
urla di rabbia e di dolore,
imperiosi comandi,
rumor di passi concitati, tonfi.

Poi tra il brecciame 
e l'arida sterpaglia
rivoli rossi di sangue.

... passato del tempo.
Ora ho le tempie grigie
e le rughe alla fronte
ma vi rivedo ancora
o morti giovinetti
rigidi, curvi, 
avviluppati nel telo da tenda
e legati di traverso
sovra il basto del mulo
scendere a valle,
dondolando,
quasi gondole macabre
nel livor de la laguna.
Laudator Temporis Acti (dialettale genovese)
(Stefano Pelissetto)

Quarche votta, p caxio, me ven que
de rivang co a mente in to passou
e m'accorzo d'avei na certa ete,
ma d'se vegio non g'ho mai pensou.

E intanto in muggio d'anni son passe.
Femmo o bilancio: Ho sofferto , ho lottou,
ho visciuo con fieressa e dignite
son steto forte e non g'ho mai mollou.

Oa tante cose me vegnan in mente
ma de recenti non ghe n' manc'unna
perch da vegi s'ascorda o presente.

A l' a memoia un collier co se sgranna
e perle cazzan tutte a unna, a unna
comme i zampilli d'egua da fontanna.
Meditazione
(Stefano Pelissetto)

Che siamo noi
e che cos' la vita ?

Che mai cerchiamo
sovra questa Terra,
che naviga nei mari dello spazio
piccola stella, tra infinite stelle ?

Perch s'affanna a perseguire il vero
l'insaziabile smania del pensiero ?
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